tramezzino i love you

I tramezzini di Venezia. Voi non potete capire, cioè, se non siete di Venezia non potete capire. Cioè, se non li avete mai assaggiati, se invece siete stati a Venezia e li avete assaggiati allora potete capire. Che è amore a prima vista, che, poi, il mondo, non è più lo stesso. I tramezzini di Venezia sono soffici e batuffolosi, sono paffuti e morbidosi, sono tondi e rotolosi. Gli ingredienti si arrotolano uno dentro l’altro in un rotolino saporito e goloso e sono così abbondanti che ne risulta un tramezzino panciuto e sbrodoloso. Melanzane e porchetta, rucola brie e bresaola, prosciutto e uova (ma non aspettatevi un tramezzino tradizionale, se dico prosciutto e uova immaginatevi l’innamoramento passionale di questi due gusti in un delirio di goduria, con la maionese al punto giusto, nè troppa nè troppo poca), speck e gorgonzola, insalata di gamberi, tonno e uova, e un altra miriade di azzeccatissime e deliziose combinazioni.

Tramezzino di Venezia mi sono innamorata di te, cioè ero già innamorata di te, ma dopo tutti questi anni che me ne sono andata e ti avevo dimenticato, ora che ci siamo ritrovati non ci lasceremo più, mai più..

Ora volevo scrivere una poesia. Fa così:
poesia:
ma signorina,
a cosa la paghiamo a fare?
per comprare tramezzini
e rivedere i nipotini?

Questa poesia parla del fatto che quando torno  da queste parti veneziane, in teoria dovrei studiare, frequentare ed esser molto produttiva ma alla fine non faccio altro che comprare tramezzini e andare a casa di mia sorella dai quei due individui di due e quattro anni che le circolano per casa…

Poi a proposito di poesie, volevo dire che l’altra mattina in treno a bologna è salito un ragazzo che neanche questo forse potete capire quanto era bello, ma non era bello nel senso di belloccio, no, era bello di una bellezza seria, distante, aerea..e comunque ho detto a proposito di poesie anche se in realtà le poesie non c’entrano niente.
Ragazzo che sei salito a Bologna l’altra mattina, se mi leggi volevo dirti che sono io, quella che si leggeva freud e saul bellow in treno mentre tu ti leggevi andy warhol, volevo dirti che amo di più il tramezzino di Venezia di te. Però mi hai fatto un certo effetto, anche se poi ti ho dato del lei e ti ho detto: arrivederla.

Arrivederla???

se il tuo computer scoreggia è ora di comprarne uno nuovo

Pensavo a quella bellissima canzone di Solomon Burke, “Cry to me”, che, per chi non la conoscesse, metto in file qui sotto. Ora, non tenete conto del fatto che il mio computer a manovella fa le scoregge e ad ogni battuta il povero Salomon fa prrr prrr e in più con il computer a manovella (e lo schermo tutto verde acqua, sì sto scrivendo su una pagina word con sfondo verde acqua, ma non l’ho scelto io, e non sono daltonica) capirete che il ritmo è andato a farsi fottere e va alla moviola, comunque a voi questo non interessa, se avete un computer normale a voi dovrebbe sentirsi bene, e se si sente bene, siete d’accordo con me? Non è una canzone bellissima, un po’ strappalacrime e romantica e molto molto erotica? Non vi piacerebbe sentire questa canzone di sottofondo mentre il vostro lui o la vostra lei vi abbraccia focosamente in un preludio all’ammmore?
Comunque, questa canzone ha un problema, un problemino, che impedisce di ascoltarla liberamente e apertamente senza paura di ripercussioni…

Il problema è che questa canzone, qualcuno se lo ricorderà, faceva parte della colonna sonora di “Dirty Dancing”, il famoso film che tutte noi adolescenti degli anni ‘90 abbiamo visto, che se lo ridanno su Italia 1 qualche volta, nascostamente dai nostri partner e amici più stretti, lo riguardiamo, segretamente versandoci ancora qualche lacrima e sospirando anche se è l’ottantesima volta che lo guardiamo, ma ogni volta è come se fosse la prima.
Ora, Dirty Dancing è notoriamente un filmetto adolescenziale di serie B, giusto per le ragazzine dei miei tempi un po’ romantiche e sognatrici. Se ora credete (o fingete spudoratamente) di essere diventate delle persone adulte più o meno serie, più o meno intellettualmente impegnate e più o meno responsabili ed emancipate, non confessate mai di averlo visto, fingete di non conoscerlo, negate fino alla morte, mentite senza pudore!  E dunque, non ascoltate questa canzone in pubblico, vi smaschererebbero subito!

 

(e non dite nemmeno delle ore passate davanti al film registrato su vhs e mandato avanti e indietro per interi pomeriggi per rivedere quel dato pezzo dove lei diventa una ballerina provetta di salsa mentre voi cercate di impararvi i passi del balletto a memoria, non ditelo, ne va della vostra reputazione…! E se ancora conservate le videocassette dove avete registrato i vostri balletti, vi prego, bruciatele!)

E insomma, per colpa di quei pettorali pazzeschi del caro defunto Patrick Swayze (l’anno scorso o due anni fa, quando è morto hanno ridato su rete 4 “Dirty Dancing”, alzi la mano chi l’ha rivisto!), questa canzone è guasta, è pregiudicata, è inascoltabile, che peccato!
 

E dunque, me l’ascolto nel silenzio della mia stanza, or ora che a casa non c’è nessuno a scoprirmi e in quel dato punto, quando la musica si ferma, e  c’è quella pausa ammiccante e birichina, come non pensare a quando Babie (la diciottenne protagonista del film (eddai che lo sapete tutti!)) tocca il bel sedere di Patrick e poi cominciano a ballare e lui fa la mossa….e come non ricordare?
Peccato che poi il mio computer scoreggi e tutto il romantico svanisce in un istante…