Cioccolatino

Ripasso in quinta in vista dell’esame di maturità.
– Allora ragazzi, abbiamo parlato di Joyce, chi mi sa dire che cosa si intende per “epiphany”?
– Ah si prof. “epiphany”, quella del cioccolatino!
– …
(processo mentale sottostante: Joyce- Epiphany- Proust- Madeleine – Cioccolatino….Epiphany = Cioccolatino)

my oh my

Don Faustone e turbe shakespeariane

Interrogazione in terzo scientifico:
1.
– What are Christopher Marlowe’s main works?
– Marlowe’s most important work is Don Faustone.
– I’m sorry?
– Don Faustone!
– …
– …
– (rivolto a un compagno) Aò! Ma che m’hai detto er nome sbajato?
2.
– Why did Shakespeare start writing sonnets?
– because, ehm, because, come se dice prof, because c’aveva bisogno de esprimere se stesso!

Una domenica come tante altre

Le cose che ho fatto:
– corretto i compiti dei quinto
– disfatto e messo via il Natale (quasi tutto)
– mangiato
– svenuta fino alle tre e mezza
– preparato lezioni di letteratura
– preparato lezioni del biennio
– aggiornato la piattaforma online
Le cose che devo ancora fare:
– lavarmi i capelli, prima che mi trasformi in Medusa

– anche farmi una doccia, già che ci sono, visto che il relax di questa bella giornata si è tramutato in un velo appiccicaticcio di sudore che ricorda le workhouses vittoriane di cui ho letto oggi;

– cucinare
– mangiare
– cominciare a scrivere il bilancio delle competenze per l’anno di formazione (perché sì, devo ancora essere esaminata e valutata)
Le cose che volevo fare e non ho fatto:
– leggere un libro
– uscire
– guardare un film
– non fare nulla per almeno un’ora (senza dormire però).
Insomma, dopo una domenica così mi sento pronta e rigenerata per una nuova settimana di lavoro!

Ora sì che mi sento bene.

Molo audace - mi godo questa parentesi di libertà - spero di dimenticarmi di chiuderla

Molo audace – mi godo questa parentesi di libertà – spero di dimenticarmi di chiuderla

A proposito di quella lista delle attività post-doc.

La cosa più bella di aver finito il dottorato è fare le cose senza pensare: “in questo momento non dovrei stare qui dovrei stare a casa a lavorare”. E’ una sensazione nuova. Vado al supermercato e, incredibile, posso starci, ho il permesso! non dovrei stare in nessun altro luogo. Vado in palestra, mi prendo un pomeriggio libero, e non mi sento in colpa. Tutto questo è molto nuovo per me. E’ bellissimo.

Questo periodo nuovo bellissimo e immacolato è già finito.

Sono riuscita a incastrarmi nuovamente. In pochissimo tempo. Il dottorato è, per così dire, ancora caldo nella sua tomba, e già ho trovato un nuovo modo per rovinarmi la vita. Si chiama autoboicottaggio. Ne sono somma esperta. Ho incontrato uno dei professori con cui ho discusso la tesi. E’ irlandese, lavora a Roma e vive a Trieste. L’h incontrato a Trieste. Semplice, no? Insomma due chiacchiere, un parere informale sulla tesi. Tra lodi e dubbi sulla tesi, mi ha consigliato di chiedere al mio tutor di pubblicarne almeno una parte, di lavorarci, che sarebbe un peccato lasciare tutto così. Poi mi coinvolgerà a settembre prossimo per dei seminari alla sua facoltà. Informali, dice. Tra amici, dice. Sì, gli volevo dire, come la discussione della tesi! Che ne pensi? Io ho detto: bellissimo, mi piacerebbe tanto, volentieri. Poi mi volevo impiccare.

Ora, quando vado a fare la spesa, penso, dovrei stare a casa a scrivere il libro. Quando mi prendo un giorno libero penso, devo scrivere al tutor, quando vado in palestra penso, devo fare il seminario. Ora sì che mi sento bene.

Comunque, Trieste è bellissima. Ma anche il piacere di prendersi due giorni di vacanza senza pensare a nulla, è già finito. Devo tornare a casa, devo scrivere il libro.

Ora sì che mi sento bene.