Il Natale Incombe

– Su questa pagina imperversa una tempesta di neve (io la vedo, non so se la vedete anche voi), e questa è una buona metafora dello stato in cui versa questo blog ultimamente.

– il Natale incombe. E con ciò ho detto tutto quello che c’è da dire sul mio stato d’animo rispetto all’avvicinarsi delle feste natalizie.

– Due bambini di prima media mi hanno fatto il ritratto. Entrambi hanno colorato la parte alta dei capelli marrone scuro. La parte più bassa marrone chiaro. Allora ho capito che forse è il momento di tornare dalla parrucchiera.

– Il lunedì e il martedì mi sveglio, faccio colazione e mi metto al computer. Dopo di che entro in una specie di trance, uno spirito si impossessa di me e comincia a scrivere la tesi. Anzi no. E’ la tesi che comincia a scrivere se stessa. Si scrive da sola. Sicuramente non sono io. E’ una sensazione molto strana e molto bella, vorrei averla anche in altri campi un po’ più creativi, che so, questo blog. Invece ultimamente questo blog, sono decisamente io a scriverlo. Nessuna musa ispiratrice. Mi sforzo di riuscire a lavorare un po’ anche nel fine settimana. Mi incito con frasi del tipo: “Dai! Quell’articolo su Rebecca in Ivanhoe di Walter Scott è fichissimo! Ti interessa tantissimo!” Ma la verità è che l’unico sforzo che devo fare è mettermi seduta al computer (e non soccombere alla maledizione della massaia nevrotica), dopo di che lo spirito della tesi si impossessa di me ed io non devo fare più nulla, è lui che scrive.

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A Natale siamo tutti più buoni

Natale è arrivato e tutto il mondo è felice. Si accendono tante candele e si mette l’arrosto nel forno. Siccome è Natale l’arrosto non si brucia, tutti i regali sono azzeccati e tutti i parenti sono felici. Siccome è Natale, la vita è più bella, non si litiga più, ma ci si vuole più bene. Il giorno di Natale tutti sono felici di vedere i propri parenti e anche i parenti degli altri, del resto, a Natale siamo tutti fratelli ed è bello amare in nostro prossimo. A Natale abbiamo un sorriso sincero che ci sgorga dal profondo del nostro cuoricino, abbiamo i piedi puliti e siamo tutti impomatati e profumati. A Natale ci sfondiamo di cibo, ma che ci importa, l’importante è essere buoni ed avere acceso tutte le candele, anche quelle nel nostro cuore. Natale si cantano le canzoni del Natale, “quelli evetuo can dorne ve!” ma anche “ahiqua ntoti costola vermi a mato” ma anche “Last Christmas I gave you my heart” che da quando i miei studenti l’hanno cantata al concerto di natale io non riesco più a togliermela dalla testa. Ma è Natale, anche questo mi rende felice.

Domani io e tutti e sette i miei parenti saremo seduti allo stesso tavolo a farci gli auguri e mangiare i tortellini delicati. Mi porterò un taccuino per prendere appunti. Sono passati i tempi in cui mi dicevano: “Tu che non sei sposata, vieni qui, siediti sul trespolo vicino alla prozia di novant’anni che è zitella come te”, ma chissà, qualcosa potrebbe sempre saltar fuori.

buon natale buon natale perchè sia quello vero e ti porti il sorriso e la gioia di un dono

il Natale è una festa che ormai si è molto perso il suo valore. Il Natale forse possiamo scriverlo con la lettera minuscola ormai. Il natale c’è chi parte e c’è chi resta. Il natale fa rima con fatale, fa rima con letale. Il natale è la festa dei bambini, così gli adulti hanno una scusa per non guardarsi, non conversare, non interagire. A natale i bambini portano la gioia. Gli adulti nel frattempo, si stancano, si stressano, gli viene la depressione natalizia, l’indigestione, e il crollo di stanchezza. A Natale c’è il pranzo di natale.

A casa mia il pranzo di natale comincia alle ore 16 del pomeriggio. A casa mia, quando si arriva a casa della zia all’una per il pranzo natalizio, suoni al citofono e a casa non c’è nessuno. La casa è vuota.  A casa mia rimani sotto casa di zia davanti al cancello chiuso sotto la pioggia con appresso il trolley dei regali per circa un’ora.
Oh, dove saranno tutti e sette i miei parenti?Ora vi spiego. L’anno scorso era successo che gli zii erano andati alla messa di mezzogiorno a s maria maggiore. Non lo sapevano che durava due ore e poi c’era da recuperare la macchina parcheggiata a due chilometri e poi il traffico etc.

Quest’anno c’è stato invece che la prozia di novant’anni che attende tutto l’anno per mettersi un maglioncino nuovo e venire al pranzo di natale per rivedere i parenti lontani, abbia deciso, la mattina di natale, di togliersi un bel callo che si trovava sul mignolo del suo piedino di fata. Che fa la vecchina previdente? Prende una bella forbicetta e…zac!, via il callo! Semplice no? Peccato che gli zii, andando a prendere la vecchina sbadata, l’hanno ritrovata in un mare di sangue, sangue dappertutto, in corridoio, nella vasca da bagno, in cucina, ovatta insanguinata sparsa ovunque, etc. Ebbene, dopo il primo shock iniziale da tragedia imminente, si è invece dovuto provvedere a cicatrizzare la ferita sanguinolenta, e trasportare la zietta sana e salva, magari in pantofole, all’agognato pranzo natalizio, a cui siamo poi approdati tutti, affamati, ma felici. Tanto felici.

(post scriptum: il trolley di regali? una valigia intera intendi? ebbene sì, ogni anno per uno strano crescendo di cui non mi sono ancora spiegata il funzionamento arcano, i regali natalizi, da iniziali pensierini, stanno prendendo proporzioni mostruose, sempre più grandi e costosi, sempre più pesanti e ingombranti, sempre più preziosi e originali (perchè sai, dopo anni, ma cosa puoi regalare che tu non abbia già regalato?), tra un po’ questi regali diventeranno tanto grandi e tanto tanti che ci si ingoiano a tutti e sette i parenti miei… e non è che abitiamo next door…no, per ritrovarci sono ore e ore di treno o di macchina, con pacchi e pacchetti appresso che tra un po’, davvero, prenderanno il sopravvento, si mangeranno la mia famiglia e banchetteranno al posto nostro, anzi no, tra un po’ saranno loro (vari ben ten, e barbi e gormiti vari) a impacchettare noi e darci via come originali pacchetti regalo per babybarbi e baby hello kitty)
Buon Atale!