La lista dei desideri

piccolo emblema di felicità futura

piccolo emblema di felicità futura

Dopo ore e ore di studio e ripetizioni assidui, ore sottratte indebitamente al rigoroso dovere scolastico, la nostra si regala un piccolo momento di pausa per fare un elenco delle esplosioni di libertà che costelleranno la sua nuova vita PhD-free che comincerà tra poco, molto poco, tre giorni:

– fine settimana fuori casa: visite a città del Lazio, paesini nei dintorni, domeniche passate mollemente a ciondolare in qualche quartiere sconosciuto della nostra amata citta;

– più mostre, più musei, più parchi, più passeggiate; più installazioni, più festival musicali, più concerti;

– più discoteca! Swing e Lindy Hop preferibilmente;

– più cose nuove mai fatte prima: una lezione di arrampicata, una domenica primaverile a camminare in montagna, un corso di fotografia, uno di lindy hop e uno di tip tap (dovevo fare la ballerina);

– più weekend con gli amici: cene a casa, uscite serali, cinema insieme e più weekend con le amiche: shopping, aperitivi, e bevute di birra serali.

– più creatività: arredare questa casa, sviluppare un po’ di foto da attaccare sulle pareti, comprare delle cornici, imparare a usare il trapano,fare più foto, f recuperare la scatola del craft che è rimasta nella palude veneta.

– Leggere più libri: italiani, di inchiesta,  i francesi, quei libri che ho sempre messo da parte perché ‘non c’entravano con la tesi’.

– Oziare: oziare in casa, in pigiama, distesa a letto, specialmente se è domenica mattina.

Annunci

Attendiamo

– La discussione della tesi sarà il 23 febbraio, manca meno di un mese. Mi siedo a rileggere e schematizzare la tesi un giorno sì e tre no. Quando riesco anche a ripetere, di solito mi lancio nelle mie disquisizioni intellettuali indirizzate alla bottiglietta d’acqua, allora è bellissimo, io e lei ci intendiamo a perfezione, lei mi ascolta ammirata, rimane senza parole, non mi contesta nulla, e io sono bravissima, convincente e fluida nel linguaggio, sorridente, sicura. Peccato che i membri della commissione non sono bottigliette d’acqua. Uno di questi membri ancora la deve ricevere la mia tesi. Sapete com’è, uno la spedisce a dicembre per stare tranquillo con i tempi; fa una raccomandata con ricevuta di ritorno per stare ancora più tranquillo. Ma la tesi non arriva. La tesi torna indietro. La tesi è conservata in un ufficio postale di Roma non bene identificato, che la dottoranda fiammiferaia dovrà con le sue forze rintracciare per recuperare la tesi scomparsa. Intanto spedisce una seconda tesi alla commissaria preoccupata, il tempo stringe, pacco che dovrebbe essere arrivato ieri, ma ancora la nostra non ne ha ricevuto notizia.

– Finalmente sono riprese le lezioni di swing, molta fatica a muoversi la sera con la macchina, ma poi la lezione provoca grandi picchi di esaltazione, concentrazione positiva, affiatamento e divertimento. Tale benessere da corpo in movimento – da affiancarsi al benessere della palestra, da considerarsi però come surrogato sottocosto,  un per ora questo passa il convento ma c’è sicuramente di meglio – genera nella sottoscritta intense riflessioni sulla mancata attenzione ricevuta da piccola sulle attitudini da sviluppare, sui sogni da realizzare, sulle opportunità da offrire. Avrei potuto fare la ballerina, se solo qualcuno mi avesse indicato la via. Ho passato troppi pomeriggi a casa ad annoiarmi.

Il meccanico me l’aveva detto che ero cresciuta da autodidatta,

– A proposito di meccanico, l’officina prosegue con grandi scossoni tellurici, baratri che minacciano il cammino, selve oscure e terrorizzanti. Dicono che bisogna passarci attraverso. Dicono che devi lasciare che l’onda ti investa. Dicono che bisogna attendere.

Attendiamo.

Swing! stretto stretto tra blog sonnolenti e problemi esistenziali

Non entriamo nel ruolo da piagnisteo interiore perché questo blog non funziona molto ultimamente. La mia vita non dà più molti spunti di esilarante ironia da un po’ di tempo a questa parte? La mia vita è di una noia mortale? non riesco più a cogliere le piccole divertenti gioie della vita? Non mi vedo più come una bagnarole sgangherata e dunque questa finestra ha perso il suo motivo d’essere?

Prendi lo spettacolo di swing, ad esempio, che in altri momenti avrebbe potuto essere motivo di pagine e pagine di lamentele, auto-da-fé, proclami di inettitudine e lacrime di ansia di prestazione. Sarà forse che quello che ufficialmente chiamiamo spettacolo di swing non fosse altro che un umile, modestissimo saggio nel teatro…. beh diciamola tutta, nel teatrino di una scuola elementare, dove, prima di noi, si sono esibiti i bambini con i loro musical e i loro balletti di hip-hop, poi gli adolescenti, e poi, ecco, noi il gruppo degli adulti principianti! altro che Spettacolo! Sarà che il pubblico era perlopiù formato da genitori commossi, nonne raffreddate e papà con lo smartphone pronto per il filmino. Sarà che le luci puntate su di noi fanno sì che dal palco il pubblico non si vede proprio. Sarà pure che a vedere noi due, non è venuto nessuno ma proprio nessuno, e un po’ ti dispiace ma un po’ è anche più semplice, tanto, chi ci conosce a noi? ma insomma, in quel minuto e mezzo di Mack the Knife, io, mi sono sentita, una diva! E anche se abbiamo pure sbagliato e anche se dal filmino non è che abbiamo superato le aspettative da comuni principianti, io su quel palco, mi sono divertita, mi sono sentita una Star! Angosce da dottorato? zero. Angosce del parlare in pubblico? zero.

Questo mi rispedisce nel baratro dei motivi per cui sto in officina e vado ancora dal meccanico. Perché, vedi se dovessi fare una domanda a lezione, per dire, tutto il problema ritornerebbe. E allora, forse non è tanto il fatto di stare sul palco, per dire, il problema quello vero riguarda il prendere la parola, esprimere dei pensieri personali, dire o fare qualcosa che prima non c’era. E’ una questione di creatività.

E però, come mi sono divertita.

Hoppa, l’inforcata e DirStriz

Ieri il ballerino colombiano che mi fa aerobica ci ha fatto ballare GamGam style, e lì ho capito che sono caduta veramente in basso. Perché, diciamoci la verità, tanto bello e tanto bravo, ma il ballerino colombiano è davvero truzzo. Se mi vedeva anche uno solo dei miei studenti potevo pure licenziarmi e dire addio alla scuola per sempre, la mia reputazione se ne andava al ritmo di HeySexyLadyHoppaGanGanStyle. Che poi, questo Hoppa, che oramai è diventato il mantra di tutti i maestri di aerobica, e ad ogni passo urlano HOPPA, ma che vuol dire?!

Le lezioni di swing, invece, proseguono con qualche goffaggine, qualche ginocchiata, e qualche gomitata. A parte i lividi, tutto bene. Per imparare un passo mi ci vogliono circa quattro settimane: la legatura, l’imbracciata, l’inforcata, l’apertura, la chiusura. Molto complicato, per ora. Il nostro maestro, che negli anni di gloria doveva essere un ballerino importante alla rai ha esordito mettendo Sultan’s Swing dei Dire Straits (che è lenta quindi va bene per cominciare), dicendoci che questa canzone dei DIR STRIZ è la culla di TUTTO lo swing e il jazz.

Vi ho lasciato un attimo di respiro per fare la faccia che ha fatto il mio partner di swing quando ha sentito queste parole.  Per fortuna che è predisposto quanto me a nascondersi dietro la colonna e dunque è passato inosservato.

Affollamento interiore

Trascorrono giorni di stanchezza e nostalgia. Mi soffermo a guardarmi indietro senza saper bene cosa cercare. Trattengo a malapena grandi esplosioni di rabbia, soprattutto a scuola. A volte non le trattengo affatto, e mi ritrovo a piangere come una stupida davanti a preside e vicepreside per dei veri nonnulla. E’ sempre parte del processo, dicono. E’ la tesi che succhia via le energie, dicono. E’ l’autunno, dicono.

Mi rigiro e rigiro tra le mani il gusto di stabilità e rigore, di ordine ed equilibrio, da una parte, e il desiderio di leggerezza, disobbedienza, disordine, dall’altra. Non voglio regole, vestiti stirati, orari. Non voglio ruoli, etichette, sicurezze. Essendo i miei lavori pesantemente sbilanciati dal lato dell’ordine e del rigore,  sento l’insofferenza crescere, densa, oscura, imprevedibile.

La parte frivola di me, invece – quella del rossetto, del movimento di bacino e della scarpa col tacco, per capirci – quella sì che si gode la vita! E’ tornato il ballerino colombiano che la fa volteggiare e muovere le anche come nessuno mai, si è iscritta a lezione di swing in un raptus di follia a due che sta dando molti frutti e spende soldi a palate nonostante sia finita la borsa di studio e i soldi bastino appena a pagare l’affitto.

la musica immonda

Grazie due visitatori che siete passati di qui oggi, è sempre un piacere accogliervi.

Scrivere solo una volta al mese potrebbe farvi pensare che da quando non vado più a Venezia la mia vita sia diventata così monotona da non avere più niente da dire. Può darsi. Ecco cosa faccio. Mi alzo vado a scuola torno a casa mangio mi siedo al computer scrivo ceno e vado a letto. Quando non vado a scuola la routine è la seguente: mi alzo mi siedo al computer scrivo pranzo scrivo al computer ceno e vado a letto. Tre volte a settimana vado in palestra. La musica immonda che sento in palestra. Uno dovrebbe per lo meno avere stima della musica con cui suda. E’ importante. Io sudo al ritmo di ‘I’m sexy and I know it’. Mi dissocio postmodernamente dalla musica con cui sudo, ho prodotto in questi mesi una specie di smorfia ironica che mi stampo in faccia quando vado in palestra e che più o meno dovrebbe significare la seguente dichiarazione di non appartenenza, dice così: “Con la presente dichiaro che nonostante io fisicamente sia qui con voi a sudare al ritmo di questa musica immonda, in realtà me ne dissocio spiritualmente e intellettualmente. Nonostante ciò partecipo attivamente alle mie tre ore settimanali di aerobica step e total body, in virtù di quel gioco postmoderno che mi permette di esserci e non esserci, partecipare e beffeggiare, identificarmi e parodiare’.

L’amante del movimento di bacino, il ballerino colombiano, è improvvisamente tornato in Colombia, ahimé, non credevo che ne avrei sentito addirittura la mancanza. Uno non può mai sapere il rapporto simbiotico che si instaura con il proprio maestro di aerobica. Lo sostituisce un altro maestro, sempre piccoletto questa volta siciliano che, da quando attacca lo stereo (dammi la pompa -dammi la pompa -oh oh oh – dammi la pompa)  fino alla fine della lezione, non tocca mai con i piedi per terra, praticamente vola.

Prossimo settembre lo swing, uno deve per lo meno avere stima della musica con cui suda.

pezzi sparsi

– Passo una lunga serata in un locale di amici che si chiama Folkosteria dove si tiene una festa brasiliana. Assisto ad ulteriore movimento di bacino, entusiastiche espressioni di fratellanza ed energia sudamericana, dedico un minuto pensiero al mio maestro di aerobica, colombiano snodato e convinto dell’importanza del bacino, e decreto che, nell’eventualità di una lap dance (parola scelta con mire espansionistiche: questo blog non lo guarda più nessuno), io probabilmente farei il palo. Alle 2 di mattina c’è ancora un folto gruppo di brasiliani mascherati che ballano sui tavoli al ritmo di percussioni impazzite. Il tentativo di una ragazza con vestito bianco e casco di banane in testa di coinvolgermi nel movimento del bacino ha visto il completo fallimento del suo gesto, essendo la sottoscritta totalmente incapace perfino del passo ‘prendi sottobraccio la felicità’ del famoso e pluriennale ballo del qua qua qua. Che non comporta movimenti di bacino particolari.

Ma datemi lo swing, e mi vedrete trasformata.

– Studio le avvertenze generali per il concorso per docenti: legislazione scolastica, teorie dell’apprendimento, come predisporre una lezione efficace, didattica e nuove tecnologie, etc. Scopro in me un interesse che non immaginavo, ma soprattutto un desiderio di essere UnaBravaInsegnante, di fare qualcosa di creativo, di impegnarmi in un progetto più ampio, di non focalizzarmi sulle solite tre ore settimanali. Mi sento divisa in due, tra il dottorato e la scuola. Al telefono con mia sorella ci scambiamo i numeri di decreti legge, articoli della costituzione e disquisiamo sulle competenze chiave della cittadinanza attiva. Ansia.

– Correggo le lettere che mi scrivono in inglese i miei studenti, devono raccontarmi di una festa – un matrimonio, una festa in famiglia, un compleanno in discoteca – a cui hanno partecipato. Scrivono più o meno tutti le stesse cose, iniziano con le stesse frasi, seguono il modello del libro. Molti di loro dichiarano di aver ballato Gangam Style. Mmmm. Gnam gnam style, penso. Hanno scritto male… Che sarà? Cerco su Youtube, scopro che c’è un tizio con gli occhiali da sole che si agita a suon di una musica immonda. Musica che mi ripropongono in palestra. In che mondo sono finita. Colloquio con i genitori. Una mamma mi racconta che da quando c’è Bruno Mars il figlio è migliorato tantissimo in inglese.  – Sì, ha cominciato mia figlia a seguirlo, Bruno Mars, sa, e da allora anche mio figlio lo segue e niente, parlano in inglese tra loro, imparano, apprendono, è un piacere sentirli. E’ tutto merito di Bruno Mars se i miei figli stanno imparando l’inglese così bene (Grazie signora che me lo viene pure a dire, ma chi è questo Bruno Mars? è una nuova scuola di inglese? è un metodo di apprendimento linguistico che dovrei conoscere e non conosco? Sulle Avvertenze Generali per il concorso non ne parlano.. mmm… forse è un insegnante di ripetizioni famoso in tutta Roma che rende madrelingua nel giro di pochi mesi? E invece no! andate, andate a vedere anche voi chi è Bruno Mars, il nuovo Michael Jackson di noi ggiovani).

– Non contenta degli impegni e delle ansie che mi assalgono ricontatto lo scrittore irlandese. Ci accordiamo, il 2 marzo vado a Dublino a trovarlo. Mi sento un latte alle ginocchia; ricordi angosciosi mi rimandano ai mesi in preparazione dell’intervista con lo scrittore inglese, lo scorso aprile, ricordate? come dimenticare, vi ho assillato per sei mesi; incubi notturni minacciano il mio sonno. E tuttavia, lì, in fondo in fondo al tunnel, intravedo, lontanissimo, un lumino di imprevisto entusiasmo.