Shakespeare rivisited

“Shakespeare went to London where he divented very important Grammaturgo.”
(compito in terzo scientifico)

Ci sarebbe bisogno di molti Grammaturghi in questa classe.

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Don Faustone e turbe shakespeariane

Interrogazione in terzo scientifico:
1.
– What are Christopher Marlowe’s main works?
– Marlowe’s most important work is Don Faustone.
– I’m sorry?
– Don Faustone!
– …
– …
– (rivolto a un compagno) Aò! Ma che m’hai detto er nome sbajato?
2.
– Why did Shakespeare start writing sonnets?
– because, ehm, because, come se dice prof, because c’aveva bisogno de esprimere se stesso!

Starete benissimo

Mio cugino al telefono:

“Allora voi arrivate a Ginostra alle 630 di mattina. Dovete cercare Gaetano che vi da le chiavi di casa… Gaetano è un vecchio moro moro scuro scuro con gli occhi azzurri… cercatelo. Lo troverete sicuramente, sta al porto o a casa sua… no, il suo numero non ce l’ho, mi si è rotto il cellulare, non credo di riuscire a recuperarlo, ma non importa, voi chiedete di gaetano, vi porteranno da lui. Se proprio non lo trovate andate da Gianluca, al bazar. Lui vi darà il suo numero.

Ora, Gaetano è un tipo diciamo un po’ strano, un po’ folle, beh, in realtà siamo davvero sull’orlo della pazzia…Beh in realtà non c’è nessuno di veramente sano su quell’isola, sono tutti un po’ matti, sono isolani, capite, questa gente non parla con nessuno per mesi… ma voi non vi spaventate, non vi allarmate, lui vi dirà delle cose, voi non vi stupite di nulla, qualunque cosa lui vi dica, voi non vi meravigliate. Ma soprattutto, non lo provocate! Se gli piacete, vi inviterà a cena a casa sua e vi porterà in giro in barca, soli, voi due e lui, isolati, in mare aperto…. se non gli piacete non lo vedrete più.

Non c’è nulla di cui dobbiate preoccuparvi. Starete benissimo.”

La lista dei desideri

piccolo emblema di felicità futura

piccolo emblema di felicità futura

Dopo ore e ore di studio e ripetizioni assidui, ore sottratte indebitamente al rigoroso dovere scolastico, la nostra si regala un piccolo momento di pausa per fare un elenco delle esplosioni di libertà che costelleranno la sua nuova vita PhD-free che comincerà tra poco, molto poco, tre giorni:

– fine settimana fuori casa: visite a città del Lazio, paesini nei dintorni, domeniche passate mollemente a ciondolare in qualche quartiere sconosciuto della nostra amata citta;

– più mostre, più musei, più parchi, più passeggiate; più installazioni, più festival musicali, più concerti;

– più discoteca! Swing e Lindy Hop preferibilmente;

– più cose nuove mai fatte prima: una lezione di arrampicata, una domenica primaverile a camminare in montagna, un corso di fotografia, uno di lindy hop e uno di tip tap (dovevo fare la ballerina);

– più weekend con gli amici: cene a casa, uscite serali, cinema insieme e più weekend con le amiche: shopping, aperitivi, e bevute di birra serali.

– più creatività: arredare questa casa, sviluppare un po’ di foto da attaccare sulle pareti, comprare delle cornici, imparare a usare il trapano,fare più foto, f recuperare la scatola del craft che è rimasta nella palude veneta.

– Leggere più libri: italiani, di inchiesta,  i francesi, quei libri che ho sempre messo da parte perché ‘non c’entravano con la tesi’.

– Oziare: oziare in casa, in pigiama, distesa a letto, specialmente se è domenica mattina.

due dialoghi

Ieri tornavo a casa a piedi. Davanti a me camminavano un bambino a mano con il suo papà. Bambino di quinta elementare, un bell’orecchino con diamante ben visibile sull’orecchio sinistro, sereno e felice mentre camminava accanto al padre. Si vedeva, erano contenti, il papà portava lo zaino, il bambino era probabilmente appena uscito da scuola, e si raccontavano la giornata. Ascolto il dialogo.

– papà, che forza, sai cosa ho fatto oggi in classe? haha, che figo.

– Dimmi che hai fatto?

– la professoressa, spiegava, spiegava… io a un certo punto mi sono arrabbiato, ero proprio arrabbiato, e appena lei si è girata sbam! ho lanciato la gomma contro la lavagna! Nel resto della classe silenzio, tutti zitti… la prof. era furibonda, chi è stato? chi è stato? E io zitto, ridevo sotto i baffi….. ahhh che forza!

– ma tu perché hai lanciato la gomma?

– come perché? ero arrabbiato no?

– bravo figliolo.

Poi ho beccato due vecchiette:

– e te? quanto c’hai di pressione?

– io oggi la massima c’avevo 120. ‘Nfatti nun  me sento granchè, forse è pè questo che sò caduta.

– ehh, forse è pè questo. Ma ‘ndove se’ caduta?

– cor sedere so’ caduta. Ahò.

– Ahh ma allora hai dato ‘na culata!

– Na culata, sì

– Na culata. Eh.

la musica immonda

Grazie due visitatori che siete passati di qui oggi, è sempre un piacere accogliervi.

Scrivere solo una volta al mese potrebbe farvi pensare che da quando non vado più a Venezia la mia vita sia diventata così monotona da non avere più niente da dire. Può darsi. Ecco cosa faccio. Mi alzo vado a scuola torno a casa mangio mi siedo al computer scrivo ceno e vado a letto. Quando non vado a scuola la routine è la seguente: mi alzo mi siedo al computer scrivo pranzo scrivo al computer ceno e vado a letto. Tre volte a settimana vado in palestra. La musica immonda che sento in palestra. Uno dovrebbe per lo meno avere stima della musica con cui suda. E’ importante. Io sudo al ritmo di ‘I’m sexy and I know it’. Mi dissocio postmodernamente dalla musica con cui sudo, ho prodotto in questi mesi una specie di smorfia ironica che mi stampo in faccia quando vado in palestra e che più o meno dovrebbe significare la seguente dichiarazione di non appartenenza, dice così: “Con la presente dichiaro che nonostante io fisicamente sia qui con voi a sudare al ritmo di questa musica immonda, in realtà me ne dissocio spiritualmente e intellettualmente. Nonostante ciò partecipo attivamente alle mie tre ore settimanali di aerobica step e total body, in virtù di quel gioco postmoderno che mi permette di esserci e non esserci, partecipare e beffeggiare, identificarmi e parodiare’.

L’amante del movimento di bacino, il ballerino colombiano, è improvvisamente tornato in Colombia, ahimé, non credevo che ne avrei sentito addirittura la mancanza. Uno non può mai sapere il rapporto simbiotico che si instaura con il proprio maestro di aerobica. Lo sostituisce un altro maestro, sempre piccoletto questa volta siciliano che, da quando attacca lo stereo (dammi la pompa -dammi la pompa -oh oh oh – dammi la pompa)  fino alla fine della lezione, non tocca mai con i piedi per terra, praticamente vola.

Prossimo settembre lo swing, uno deve per lo meno avere stima della musica con cui suda.