Il cassettino nascosto della bambina prodigio

– Per concludere l’anno e ringraziarci, i ragazzi di terza media ci hanno regalato un annuario con foto, pensieri, disegni e ricordi dei tre anni passati insieme. Lo sfoglio e leggo frasi di questo tipo: “Ho avuto un buon rapporto con tutte le prof. tranne quella di ginnastica che mi ha preso in antipatia”; “la prof. di italiano è fantastica, la prof. di inglese è dolce e tranquilla, ma non mi piace il suo metodo di insegnamento; la prof. di storia invece non mi piace”; “la prof. di matematica ci dava troppi compiti, la prof. di ginnastica non mi piaceva, l’unica con cui mi sono trovato bene è quella di arte”. E così via. L’annuario, regalino di fine triennio, è diventato un documento di valutazione degli insegnanti, con giudizi firmati, genitori consenzienti, tanti sorrisi e abbracci. A quanto pare miei studenti hanno un futuro assicurato all’Invalsi.

Ah comunque, quella dolce e tranquilla ma con un cattivo metodo didattico sarei io. In effetti me l’avevano detto che dovevo smettere di prenderli a sberle quando mi arrabbiavo e che per piacere la manicure dovevo farla durante l’intervallo e non mentre spiegavo.

La preside ci ha mandato un sms per consolarci: “Non badate a quegli stronzi”, a cui io ho risposto con la mia proverbiale pruderie: “In effetti sono stati davvero poco carini.”

– Sono stata al concerto dei Veils, all’Init di Roma. Ci siete stati all’Init? in pratica è il Circolo degli Artisti dei poveri. Mentre andavamo, presa da entusiasmo ho telefonato a mia zia e le ho detto: “Zia! sono vicina a casa tua, un locale sulla Tuscolana!” Mia zia, la moglie dell’ammiraglio, mi ha risposto un po’ perplessa: ah si? ehm, ma non sarà mica quel locale tutto nero, isolato, pericoloso… ehm..sì sì, brava, brava, divertiti! ciao, clic”  Il pubblico era composto da uno spaurito gruppetto di persone. Eravamo talmente pochi che su facebook hanno messo le foto di tutti i concerti del tour, tranne che quello di Roma. Si sono vergognati di noi. Non di me, però, che ho cantato come un’ossessa in uno di quei rari momenti di perdita del controllo e intensa goduria. E’ stato bellissimo. Giro per casa con addosso la maglietta firmata da Finn  Andrews canticchiando tutta contenta. Il fatto è che anche l’occhio vuole la sua parte, e Finn è bellissimo.

– Nel frattempo, finiti gli esami di terza media che mi hanno lasciato alquanto prostrata e piuttosto delusa, passo le giornate nella biblioteca della pineta. Ci arrivo dopo il caffè da Castroni, dopo una camminatina di quindici minuti al ritmo delle mie cuffiette (The Veils in primis, lasciatemi questo momento di celebrazione adolescenziale). Scrivo la tesi, preparo l’orale per il concorso, organizzo un viaggio in Irlanda, e litigo con me stessa nel tentativo di convincermi che no, non riuscirò a fare un viaggio come dico io nemmeno quest’anno. Mentre in biblioteca scrivo al ritmo di due tre pagine al giorno (mai studiato tanto bene in vita mia) penso che sì, ci deve essere, nascosto da qualche parte nel mio cervello, un cassettino nascosto dove io sono un genio.

Annunci

Questa estate non abbandonare il tuo Blog in autostrada

Solo per dire che:

– ho passato lo scritto del concorso. Se passo anche l’orale, a settembre mi vedrete insegnare in una scuola pubblica in una non ancora identificata località del Lazio, potrebbe essere Roma, ma chissà. Ne risulta che anche questa estate sarà dedicata a studio assiduo, eclettico, estenuante: un giorno la tesi e un giorno il concorso, così, a ruota libera.

– il caldo canicolare mi provoca vuoti di memoria, sonno compulsivo, un certo isterismo di maniera, e lentezza cronica.

– stamattina orali di terza media. La collega di francese mi dice “si vede che eri tesa.” … Io? La docente di inglese? La consapevolezza che torniamo irrimediabilmente al punto di partenza accende in me sconforto, rabbia, e un gran voglia di gelato al cioccolato.

– come vedete mi sto impegnando alla causa del non abbandono: ne consegue, per quei due tre che mi leggono, che vi dovrete sorbire post più o meno noiosetti, alte quote di monotonia, nulla trito e ritrito, e quella dose indispensabile di finta ironia senza la quale non sopravviverei.

Miss Noiosetta is back.

Quando l’arancio rosseggia

Anche sabato mi sono svegliata alle cinque di mattina. Il risultato è stato che poi ho dormito dalle dodici all’una, e poi tutto il pomeriggio fino alle sette. Una giornata molto produttiva insomma.

Poi con la luce del tramonto abbiamo fatto una passeggiata a Roma. E’ la Roma più bella quella del tramonto. Con la nostra guidina rossa abbiamo guardato il tempio di Vesta e il tempio della Fortuna Virile, abbiamo passeggiato in Trastevere e attraversato l’Isola Tiberina. Cammina cammina, siamo finalmente arrivati in una birreria che si chiama Open Baladin. Vi dico cosa c’era nel mio hamburger: un hamburger vero cottura media spesso e morbido, non il pezzettino di cartone del mcdonald, cipolle rosse di tropea sfumate alla birra, pancetta, peperoni grigliati, pecorino, pane fresco e tanto tanto amore.

Ogni tanto dimentico di trovarmi a Roma. Cioè, a ricordarmelo ci sono la spazzatura, il traffico, le buche sul marciapiede, lo sporco imperante.

Poi, magicamente, piccoli momenti dorati a ricordarmi com’è bella questa città.

La ragazza delle quattro del pomeriggio

Certi giorni capita che ci si sveglia alle sei del mattino, senza nessuna motivazione precisa. Capita che si vorrebbe rimanere a letto fino a mattina inoltrata, ma una vocina ti dice ‘approfitta di queste ore dorate per metterti subito a lavorare’.  La brezza del mattino, la concentrazione, il silenzio, la mente fresca e ben sveglia.

Mi sono alzata, e con me la trivella che sta spaccando non so quale muro, strada o marciapiede qui sotto casa. Mi sono messa al computer, e una nuvola di ansia, angoscia e voglia di piangere mi ha assalito nell’aprire la pagina su Beckett che devo scrivere. Ho cominciato a leggere un articolo su Murphy, e sbadigli, bruciore di occhi, alito cattivo e mal di stomaco mi hanno interrotto dopo due righe. Sono tornata a letto alle ore 923, sconfitta.

Mi sono risvegliata alle ore 11. Va un po’ meglio, grazie. Ora vediamo come prosegue la giornata.

L’ho sempre saputo, il mattino non ha mai avuto l’oro in bocca per me. Sono una ragazza delle 4 del pomeriggio.

la musica immonda

Grazie due visitatori che siete passati di qui oggi, è sempre un piacere accogliervi.

Scrivere solo una volta al mese potrebbe farvi pensare che da quando non vado più a Venezia la mia vita sia diventata così monotona da non avere più niente da dire. Può darsi. Ecco cosa faccio. Mi alzo vado a scuola torno a casa mangio mi siedo al computer scrivo ceno e vado a letto. Quando non vado a scuola la routine è la seguente: mi alzo mi siedo al computer scrivo pranzo scrivo al computer ceno e vado a letto. Tre volte a settimana vado in palestra. La musica immonda che sento in palestra. Uno dovrebbe per lo meno avere stima della musica con cui suda. E’ importante. Io sudo al ritmo di ‘I’m sexy and I know it’. Mi dissocio postmodernamente dalla musica con cui sudo, ho prodotto in questi mesi una specie di smorfia ironica che mi stampo in faccia quando vado in palestra e che più o meno dovrebbe significare la seguente dichiarazione di non appartenenza, dice così: “Con la presente dichiaro che nonostante io fisicamente sia qui con voi a sudare al ritmo di questa musica immonda, in realtà me ne dissocio spiritualmente e intellettualmente. Nonostante ciò partecipo attivamente alle mie tre ore settimanali di aerobica step e total body, in virtù di quel gioco postmoderno che mi permette di esserci e non esserci, partecipare e beffeggiare, identificarmi e parodiare’.

L’amante del movimento di bacino, il ballerino colombiano, è improvvisamente tornato in Colombia, ahimé, non credevo che ne avrei sentito addirittura la mancanza. Uno non può mai sapere il rapporto simbiotico che si instaura con il proprio maestro di aerobica. Lo sostituisce un altro maestro, sempre piccoletto questa volta siciliano che, da quando attacca lo stereo (dammi la pompa -dammi la pompa -oh oh oh – dammi la pompa)  fino alla fine della lezione, non tocca mai con i piedi per terra, praticamente vola.

Prossimo settembre lo swing, uno deve per lo meno avere stima della musica con cui suda.