Cioccolatino

Ripasso in quinta in vista dell’esame di maturità.
– Allora ragazzi, abbiamo parlato di Joyce, chi mi sa dire che cosa si intende per “epiphany”?
– Ah si prof. “epiphany”, quella del cioccolatino!
– …
(processo mentale sottostante: Joyce- Epiphany- Proust- Madeleine – Cioccolatino….Epiphany = Cioccolatino)

my oh my

Don Faustone e turbe shakespeariane

Interrogazione in terzo scientifico:
1.
– What are Christopher Marlowe’s main works?
– Marlowe’s most important work is Don Faustone.
– I’m sorry?
– Don Faustone!
– …
– …
– (rivolto a un compagno) Aò! Ma che m’hai detto er nome sbajato?
2.
– Why did Shakespeare start writing sonnets?
– because, ehm, because, come se dice prof, because c’aveva bisogno de esprimere se stesso!

Una volta

  • una  volta lavorava 3 giorni a settimana. Gli altri li passava inchiodata a una sedia non troppo comoda a scrivere una tesi che sembrava non finire mai. Le sembrava una vita faticosa, ma riconosceva il piacere di poter mettere la sveglia alle 730 e di alzarsi alle 8, o anche più tardi. Ora lavora tutte le mattine, si sveglia quotidianamente alle 6.40. Sa che ci sono sveglie e lavori peggiori, ma è costantemente in preda a una stanchezza che la fa sentire a seconda dei momenti triste, arrabbiata o semplicemente morta.
  • Una volta aveva a che fare con bambini dagli 11 ai 13 anni, una età camaleontica che alterna picchi di grande tenerezza a momenti di esasperazione; urla diaboliche a lacrime di commozione; tenere coccole e bacini a momenti in cui vorresti prenderli a sberle e sbatterli contro il muro. Dopo sei anni sapeva esattamente chi aveva davanti, e come implica il detto: Conosci il tuo nemico, ciò le aveva dato i mezzi per affrontare anche le situazioni più snervanti. Ora ha a che fare con ragazzi dai 14 ai 19 anni, una fascia di età molto varia, per ora ancora misteriosa. I tempi della tenerezza e commozione sono decisamente finiti. Al loro posto, sguardi torvi, cattivo odore imperante, insofferenza e fastidio di fronte alla presenza dell’insegnante.
  • Una volta insegnava inglese, lingua, grammatica, conversazione e così via. Oggi, oltre a questo lato prettamente tecnico del proprio lavoro si è aggiunto l’insegnamento della letteratura, e ha scoperto la bellezza di trasmettere veri contenuti a menti giovani e fresche, la bellezza di raccontare storie, vite ribelli, opere affascinanti, la consapevolezza di lasciare qualcosa che ricorderanno, la certezza che tra i tanti che si chiedono ma a che ci serve questa roba, c’è sempre qualcuno che rimane incantato ad ascoltarla, che sorride quando entra in classe, e che è rimasto profondamente deluso quando è uscito inglese come materia esterna alla maturità…. “prof. NOOO!!! come faremo senza di lei!”