La ragazza delle quattro del pomeriggio

Certi giorni capita che ci si sveglia alle sei del mattino, senza nessuna motivazione precisa. Capita che si vorrebbe rimanere a letto fino a mattina inoltrata, ma una vocina ti dice ‘approfitta di queste ore dorate per metterti subito a lavorare’.  La brezza del mattino, la concentrazione, il silenzio, la mente fresca e ben sveglia.

Mi sono alzata, e con me la trivella che sta spaccando non so quale muro, strada o marciapiede qui sotto casa. Mi sono messa al computer, e una nuvola di ansia, angoscia e voglia di piangere mi ha assalito nell’aprire la pagina su Beckett che devo scrivere. Ho cominciato a leggere un articolo su Murphy, e sbadigli, bruciore di occhi, alito cattivo e mal di stomaco mi hanno interrotto dopo due righe. Sono tornata a letto alle ore 923, sconfitta.

Mi sono risvegliata alle ore 11. Va un po’ meglio, grazie. Ora vediamo come prosegue la giornata.

L’ho sempre saputo, il mattino non ha mai avuto l’oro in bocca per me. Sono una ragazza delle 4 del pomeriggio.

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