la musica immonda

Grazie due visitatori che siete passati di qui oggi, è sempre un piacere accogliervi.

Scrivere solo una volta al mese potrebbe farvi pensare che da quando non vado più a Venezia la mia vita sia diventata così monotona da non avere più niente da dire. Può darsi. Ecco cosa faccio. Mi alzo vado a scuola torno a casa mangio mi siedo al computer scrivo ceno e vado a letto. Quando non vado a scuola la routine è la seguente: mi alzo mi siedo al computer scrivo pranzo scrivo al computer ceno e vado a letto. Tre volte a settimana vado in palestra. La musica immonda che sento in palestra. Uno dovrebbe per lo meno avere stima della musica con cui suda. E’ importante. Io sudo al ritmo di ‘I’m sexy and I know it’. Mi dissocio postmodernamente dalla musica con cui sudo, ho prodotto in questi mesi una specie di smorfia ironica che mi stampo in faccia quando vado in palestra e che più o meno dovrebbe significare la seguente dichiarazione di non appartenenza, dice così: “Con la presente dichiaro che nonostante io fisicamente sia qui con voi a sudare al ritmo di questa musica immonda, in realtà me ne dissocio spiritualmente e intellettualmente. Nonostante ciò partecipo attivamente alle mie tre ore settimanali di aerobica step e total body, in virtù di quel gioco postmoderno che mi permette di esserci e non esserci, partecipare e beffeggiare, identificarmi e parodiare’.

L’amante del movimento di bacino, il ballerino colombiano, è improvvisamente tornato in Colombia, ahimé, non credevo che ne avrei sentito addirittura la mancanza. Uno non può mai sapere il rapporto simbiotico che si instaura con il proprio maestro di aerobica. Lo sostituisce un altro maestro, sempre piccoletto questa volta siciliano che, da quando attacca lo stereo (dammi la pompa -dammi la pompa -oh oh oh – dammi la pompa)  fino alla fine della lezione, non tocca mai con i piedi per terra, praticamente vola.

Prossimo settembre lo swing, uno deve per lo meno avere stima della musica con cui suda.

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5 thoughts on “la musica immonda

  1. il sudore non è molto il mio campo, ma temo che con lo swing ci sia molta più stima ma molto meno sudore… d’altronde mi pare che la postmoderna smorfia ironica tu l’abbia ben congegnata e che faccia il suo bel mestiere.

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