Jessico, riunioni collegiali, Mummy

– Non più sottoposta allo stress traumatico di ricorrenti viaggi in fatiscenti treni verso il lontanissimo nordest, e al conseguente stress settimanale di lezioni, seminari e riunioni, con tutto il suo strascico di ansia da prestazione, rughe, caduta capelli, tachicardie, lavoro accumulato, ansia e poi ancora? ah sì, ansia, mi ritrovo, sorprendentemente, ad avere più tempo. Tempo che dovrei comunque dedicare al dottorato, perché, non dimentichiamocelo, ora che ho finito tutta la frequenza, è arrivato il momento di scrivere una tesi di dottorato, ma, trovandomi lontana dalla sede universitaria e non avendo ancora incontrato il mio tutor che è appena tornato dopo un soggiorno di un anno in Africa, diciamo che mi ha colto una certa rilassatezza, uno svagamento, un senso di riposo, e così, insomma, mi sono iscritta in palestra. Ebbene sì. Sì, lo so, avrei preferito il charleston, il teatro e lo yoga, ma ci arriverò, prima o poi, ancor qualche migliaio di euro da spendere in officina, e ci arriverò. Per ora, avendo la palestra proprio davanti casa, mi diletto a sudare come un’ossessa saltellando alle lezioni di aerobica step e cose così. Torno a casa leggera come un’uccellino, di buon umore, canticchiando, e con tutto il mondo che mi sorride. E’ incredibile quello che può fare la serotonina. Anyway, dopo la mia lezione di aerobica, c’è la lezione di Zumba. Sì, la Zumba. No, non ve lo spiego cos’è, gugolate. Lo so, mi ero ripromessa che mai e poi mai, ma parevano tutti divertirsi un mondo, e il maestro è un ballerino di un metro e ottanta super snodato e muscoloso, e mi ha colto una fitta di dolore per il mio anno di immobilità forzata, e niente, ho provato (omg).  Che posso dirvi? L’ultima canzone proposta (sì sono arrivata alla fine), un motivetto calabrese o catanese, diceva più o meno così : “muovi il culo a destra, muovi il culo a sinistra, culo di qua, culo di là, trallallero trallallà”. E io l’ho ballato…Ma la cosa più bella è il nome del maestro, tanto per concludere il quadretto: si chiama Jessico, anzi Jethico, con un po’ di zeppola.

– oggi c’è stata la famigerata riunione di passaggio di anno dei dottorandi, sì, quella che ogni anno vi stresso. Posso dirvi in totale tranquillità e direi ormai con pacifica rassegnazione, che ho fatto schifo. Letteralmente. Solo che questa volta invece di essere in cinque, eravamo una quarantina di persone tra dottorandi e professori. Ma ormai se la saranno passata la voce che bagnarole è una povera idiota che non sa parlare in pubblico, e dunque nessuno mi ha interrotto (anche perché ho parlato 15 secondi in tutto) e dopodiché ho potuto scivolare nuovamente sotto la sedia,  a leccarmi le ferite.

– Piccolo siparietto familiare:

Mamma: senti, ma l’ultima volta che sei stata qui, sei stata educata nei confronti della vicina anziana? hai risposto male? hai fatto qualcosa?

io: no, perché? anzi, l’ho pure accompagnata al supermercato.

Mamma: perché l’altro giorno mi ha detto che la più simpatica della famiglia sei te. Mi sembra strano…

io: Eh, l’ha detto sul serio, pensavi che fosse ironica?

Mamma: veramente sì.

io: …

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