E’ la fase della procella

Finito il tempo della sveglia dopo le dieci, delle depilazioni compulsive, delle tintarelle lampo; finito il tempo delle vacanze all’estero, delle biblioteche europee e delle serate sul Reno; finito anche il tempo dei soggiorni parentali, della televisione tappabuchi e della birretta dopocena. Riapprodata in una giornata piovosa nella  città natia, casa mi ha accolto con un sorriso storto e sbilenco, quasi a volermi dire: ‘che ti aspettavi, così mi hai lasciato e così mi ritrovi’. Le finestre di legno marcito, i muri sgocciolanti (stanotte ho dormito al suon di plin plin), nuovi angoli nascosti che mai hanno visto la luce né sentito il tocco di una spugnetta. L’anima della massaia che alberga in me ha dato un spintone all’anima in bikini che ancora mi s-ciabatta dentro, e con un brusco ‘scansati’, ha preso la situazione in mano: armata di scopettone e Cif si è messa a svuotare e pulire le credenze della cucina. Nel frattempo, l’anima dagli occhialetti e lo sguardo affannato che dovrebbe studiare si sta tenendo nascosta dietro la solita colonna e fa la gnorri. Ancora qualche giorno, poi bisognerà stanarla dal suo nascondiglio e costringerla a produrre una relazione sullo stato di avanzamento della ricerca da consegnare entro metà settembre. E con tutte le me che vagano qui dentro, potete capire la confusione.

Fernando, il ferrocactus, si è rimpicciolito, raggrinzito e accartocciato su se stesso, è una pena guardarlo. Ho dato un’occhiata sull’internet, spiega che in estate doveva essere innaffiato abbondantemente ogni dieci giorni… è stato lasciato esposto al sole e al caldo torrido di luglio e agosto senza una goccia d’acqua. Ora lo stiamo accudendo con molte carezze e paroline dolci, e attendiamo miglioramenti.

Scuola è ricominciata stamattina. E’ una specie di teatrino che si ripete di anno in anno, sempre uguale a se stesso, con la sua parte piacevole e quella più ingrata. Essendo tutte donne, si alternano senza alcuna logica scoppi di risa, scoppi di pianto, grandi abbracci e grandi cattiverie. Ho una famiglia di sole donne, in classe alle superiori eravamo tutte femmine, all’università i maschi si contavano sulle dita della mano, ora anche il lavoro… uomini, me lo potete spiegare come (e dove) siete nel mondo?

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5 thoughts on “E’ la fase della procella

  1. sono finiti gli uomi. e quelli che ci sono ancora si tengono ben lontani dai luoghi di sole donne.
    ah poi marcobertoli mi ha detto che se ti dicevo che avevo visto seamus heaney tu eri contenta. no vabbè non mi ha detto proprio così. però l’ho visto ieri. è una specie di monumento.

  2. Sì sono contenta! Lui ha scritto questa meraviglia, immagino sia stato un bellissimo incontro:-)

    SCAFFOLDING

    Masons, when they start upon a building,
    Are careful to test out the scaffolding;

    Make sure that planks won’t slip at busy points,
    Secure all ladders, tighten bolted joints.

    And yet all this comes down when the job’s done
    Showing off walls of sure and solid stone.

    So if, my dear, there sometimes seem to be
    Old bridges breaking between you and me

    Never fear. We may let the scaffolds fall
    Confident that we have built our wall.

    Seamus Heaney

  3. Semplice e profonda come la poesia delle età eroiche. Heaney ha l’Irlanda scritta su tutta la faccia.

    (Dicendo «l’ho visto ieri, è una specie di monumento», immagino che viadellaviola intendesse Heaney, non me. Io al massimo potrei essere un soprammobile di dubbio gusto).

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