Il giusto squilibrio

Mi trovo momentaneamente a soggiornare in una calda cittadina nel mezzo della Germania, attraversando in sandali e maniche corte le stradine fintamente medievali che portano al centro. Prendo l’autobus e vado in biblioteca, una biblioteca grandissima che apre alle otto e chiude a mezzanotte, dove le fotocopie costano 3 centesimi e dove si possono scannerizzare libri interi nella propria chiavetta usb a 1 cent la pagina. E’ il paradiso di noi piccoli  dottorandi sfigati che passiamo le vacanze studiando. Ogni tanto mi arrivano dei messaggi di parenti e amici: Buone Vacanze! mi dicono. Non hanno capito che passare le giornate dentro una biblioteca a studiare, in Germania come in Italia, non è esattamente vacanza.

Che poi voi mi direte, ma tu non eri un’anglista? e in Germania, che ci sei andata a fare? E avete pure ragione, perspicaci come siete. In Germania ci sono andata perché le fotocopie costano meno, e poi fa caldo e la sera si passeggia a maniche corte, e perché i libri, che li prenda in Irlanda, o in Germania, sempre quelli sono.

Io e la mia amica siamo due mostri. Quando ci mettiamo a studiare, non ci ferma nessuno, siamo due carriarmati, due soldati. Io non mi fermo nemmeno a fare pausa, rimango seduta tre, quattro ore allo stesso tavolo, e mi dimentico di tutto. Studio e basta. Poi arriva l’ora del pranzo, e allora ci scateniamo. Parliamo, parliamo parliamo, fitto fitto, pare che non parliamo con qualcuno da dieci anni, pare che dobbiamo raccontarci tutta la vita, e in effetti ce la raccontiamo, ci analizziamo, psicanalizziamo, ci spieghiamo le tesi, i libri che abbiamo letto, le teorie su cui ci basiamo, parliamo di professori, di uomini, di capelli, di cibo. Parliamo senza fermarci un secondo, prendiamo a malapena il respiro, andiamo in apnea. Prendiamo il caffè, ci rimettiamo a studiare.

La sera, poi, è fatta per chiacchierare ancora, senza tregua. E’ molto piacevole. Io, mi sa che durante l’anno parlo troppo poco, poi con la mia amica con cui vado all’estero mi sfogo.

Oggi ho scoperto che i tedeschi mentre studiano si tolgono le scarpe, e poi girano per la biblioteca a piedi nudi, come se nulla fosse. Domani lo faccio anch’io.

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4 thoughts on “Il giusto squilibrio

  1. Le ho tolte le scarpe! è bellissimo e non gliene importa a nessuno, libertà!

    I tedeschi vanno in giro a piedi nudi anche per strada (oggi ne ho visto uno), ma non dubito che lo facciano anche con i calzini, tirati su fino al ginocchio, possibilmente.

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