Piccole persecuzioni della vita accademica

Mi ripeto la lezione qui seduta davanti alla bottiglietta dell’acqua e il muro bianco, sul quale regolarmente passano correndo neri ragnetti spaventati. Ogni tanto li vedo calarsi dal soffitto imbragati con il loro fili come degli arrampicatori provetti. Poi mi chiedo perché tutte le notti sogno insetti nascosti nel sale, tra i piedi, che mi volano sui capelli. Mi ripeto la lezione, sono bravissima. Non ho nemmeno bisogno di passare lo straccio. Mi calo perfettamente nella parte. Spero segretamente che qualcuno mi stia ascoltando, un morto, un ragno, un angelo, non mi importa, qualcuno. Non è possibile che quando sono sola in casa, a porte e finestre barricate, mi esca una voce così cristallina, sicura, appropriata, perfino simpatica. Datemi un pubblico ed eccomi precipitare nell’oscuro vortice dell’incompetenza: eccomi balbettare, smozzicare mezze parole, farfugliare, interrompere frasi a metà, parlare in falsetto, sputacchiare, sudare, tremare.

Poi che faccio? Ah sì, mando una mail al mio tutor, una di quelle che gli mando una volta ogni sei mesi, avvertendolo di ciò che lo aspetta con un titolo di questo tipo: “Ambizioni Premature”, oppure “Dubbi progetto”, oppure “Non ce la faccio”, oppure “Sopprimetemi”, questa si chiamava “non datemi responsabilità non sono in grado di portarle” e in questa mail gli sottopongo una volta di più la mia confusione mentale ed esistenziale. La sua risposta, secca e asciutta come al solito contiene tra le altre cose le seguenti locuzioni: “la trovo impantanata”, “le avrei consigliato… ma…” “vedo ancora un nodo che va sciolto” e infine “mi stupisce che lei non noti…” Sadico. La notte è susseguita ad occhi sbarrati in preda ad interrogativi di non facile soluzione.

Nel frattempo, cercando di compensare nel cibo e nell’arte culinaria la totale assenza di alcuna gratificazione intellettuale, ho rovesciato la terrina dell’insalata di riso per terra, con tutto il suo contenuto. Speravo che Isidoro mi aiutasse a ripulire, ma quello non fa niente, non mangia neppure le zanzare.

Sono cominciati gli esami di terza media, domani c’è lo scritto di francese e giovedì lo scritto di inglese. Spero di potervi portare qualche chicca di ignoranza, possibilmente fatta da loro, non da me.

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