Taccuino, bussola e fischietto

Armata di taccuino, bussola e fischietto, sono andata in ricognizione per le calli di Venezia, in cerca dei luoghi dove dovrò scarrozzare lo scrittore alto, sicura di me, sorridente e trasudante self-confidence, magari anche con un bel paio di tacchi. No, con i tacchi no, non esageriamo. Il fischietto era per segnalare la mia presenza, in caso di smarrimento. Manco di senso dell’orientamento, conoscenza approfondita della città e un buon Iphone, ma non temete, ce la farò. Anche se l’unica cosa che riuscirò a trasudare è l’odore un po’ rancido dell’ansia da prestazione.

A parte tutto questo, è stato un giro bellissimo. Ho scoperto rio Marin, che a Punta della Dogana c’è un bambino nudo alto circa due metri che tiene per le zampe una ranocchia a testa in giù, e che ogni cento metri c’è una calle che si chiama Calle del Fruttarol (forse in onore del fruttarolo di Roma che vuole sposarmi) e un ponte che si chiama Ponte Storto.

Poi ho incontrato anche il mio professore di laurea che mi ha visto con il mio taccuino che non è un taccuino, è un blocchetto di fogli spiegazzati, un po’ unti e sgualciti, e impietosito e un po’ schifato anche, mi ha regalato una moleskine. Ora devo passare tutti i miei appunti dal blocchetto alla moleskine, sennò quando mi rivede si offende. Mannaggia.

Oggi è pasqua, mi trovo nel rifugio toscano perché se ogni due giorni non prendo un treno che mi prosciuga delle forze e della volontà, allora non sono contenta. Ho preso pure la multa, credo di essere una delle poche persone che riescono a prendere la multa pur avendo comprato il biglietto. E’ stato un viaggio bellissimo. Martedì torno a Roma, mercoledì vedrete che già dovrò tornare su a Venezia.

Perdonate lo sfoghetto, già mi sento meglio. E buona pasqua. Un giorno mi spiegate perché si fanno gli auguri di pasqua.

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4 thoughts on “Taccuino, bussola e fischietto

  1. No non sei l’unica. A me è successo un’unica volta.

    E per la precisione il treno partiva proprio da venezia, per essere diretto però a treviso.
    Da quel giorno odio treviso.
    Anzi aggiungo che poi per vendetta e rappresaglia a ho calpestato i fiori delle aiuole davanti la stazione.

  2. oh! gli auguri di pasqua e tutti gli altri ci stanno perchè, ameno per me, sono un mom di sosta per pensare agli amici, quelli ‘veri’, che per tante ragioni si vedono e si sentono troppo raramente.

    sherazadechearrivasenzamultapartitadaranafatata

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