Piccole amenità quotidiane, 3

L’altro giorno sono venuti a casa il muratore (nevicava anche dentro casa) e l’amministratrice, che è una vicina di casa che si è inventata amministratrice da quando l’ex amministratore è fuggito portandosi via cinquanta mila euro. Mentre l’amministratrice parlava – e credetemi, parla – di soldi, gestione, tubature, bollette, capacità di relazione, riunioni di condominio, mentre parlava, non mi degnava nemmeno di uno sguardo. Non parlava con me. Non mi considerava proprio. Solo a un certo punto mi ha guardato, e si è rivolta indiscutibilmente a me. Mi ha detto: c’è da pulire i calcinacci.

Oggi mentre ero in cucina che cucinavo, una macchina ha cominciato a suonare insistentemente il clacson. Io stavo girando il sugo (zucchine e guanciale) e lavando i piatti contemporaneamente. Io abito al terzo piano. Suonava il clacson. Ho pensato: ce l’avranno con me?

Questi due giorni di vacanza a sorpresa regalataci da Alemanno, tanto più graditi per il fatto che nonostante la neve e i disagi etc, c’era il sole e qui si respirava un’euforia e un’allegria contagiose, questi due giorni sono stati meravigliosi. Mi sono riposata. Mi è parso, finalmente, di ricominciare a vedere le cose con il loro colore e il loro contorno, nitide, trasparenti, variopinte. Mi sono riposata ma ho fatto un sacco di cose. Mi pareva di avere tempo per tutto. Sono perfino andata al negozio a fare lo shopping, con un sorriso da qui a qui. Ma ci pensate, ho lavato il bagno, no dico, ho lavato il bagno.

Alemanno, ancora un giorno e qui facevo pure un figlio!

Comunque, ieri ho ricominciato la scuola.

Poi volevo anche dirvi che è vero, mi hanno rubato. Lo so che l’ho già detto qualche tempo fa, ma qui non si fanno progressi: io vado al supermercato, passo la cassa e suona l’allarme. Al che l’occhio di bue si accende su di me e calano le luci tutt’intorno, si sente in lontananza la sirena della polizia, dei carabinieri, dei gendarmi, dei vigili del fuoco, e dell’acqua alta, mille occhi si rivolgono accusatori verso di me e il coro fuori scena comincia a cantare in un crescendo infuriato: LADRA! Io sudata e con le orecchie rosse come peperoni tiro fuori l’odiato oggetto del delitto, colpevole del misterioso allarme, cioè il mio portafogli (è un anno che mi capita, sempre, ho fatto un’indagine accurata), al che le luci si riaccendono, tutti si riaddolciscono tranne me, e il mistero è risolto. In realtà il mistero non si è risolto affatto, visto che un paio di mesi fa, per questo motivo ho cambiato portafoglio, senza nessun miglioramento. Oggi ho suonato di nuovo.

Devono avermi rubato da piccola.

Advertisements

2 thoughts on “Piccole amenità quotidiane, 3

  1. Oggi mentre ero in cucina che cucinavo, una macchina ha cominciato a suonare insistentemente il clacson. Il stavo girando il sugo (zucchine e guanciale) e lavando i piatti contemporaneamente. Io abito al terzo piano. Suonava il clacson. Ho pensato: ce l’avranno con me?

    Questa è bella, veramente.

    io vado al supermercato, passo la cassa e suona l’allarme. […]

    You are something awful waiting to happen!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...