Respiro di Madre sul Collo.

Vi ringrazio se siete passati a visitare questo blog, nonostante io sappia perfettamente che l’avete fatto unicamente indotti da miei macchinosi e senza scrupoli stratagemmi degni della peggiore osteria di Caracas. Ehm. Volevo dire, degni della peggior ladra di visite di blog mai esistita prima.

Però ogni tanto potreste anche lasciarmi un segno della vostra fulminea presenza. Tanto per non farmi sentir sola. Qui su wordpress sono quasi certa che il mio blog sia destinato a soccombere, ingoiato dall’oblio.

Comunque volevo raccontarvi che circa un mese fa mia sorella venne a trovarmi qui a casa a Roma, accompagnata dall’allegra ciurma familiare. Non sto qui a spiegarvi le manovre per rendere questa casa presentabile, fatto sta che dopo un paio di giorni che era qui, ho avuto la brillante idea di chiederle:

“Che ne dici di questa casa? è tanto brutta come sembra a me? Che dici?” (traduzione: Cerco comprensione e solidarietà, la casa è un po’ brutta ma mi ci impegno tanto a dargli un tocco di originalità e bellezza, l’hai notato? Le porte vecchie e sporche, le finestre diroccate, gli angolini bui che ti precipitano direttamente in un’altra dimensione, le pareti umide e ammuffite, non si notano, vero? Voi non guardate queste cose vero? è dunque una casa normale, vero?)

questa è stata la risposta di mia sorella:

“Beh, sai, sicuramente è possibile vedere che qualcosa hai sistemato. però… però… beh, ci sono delle cose, che vedi, NON puoi NON fare! (costruzione sintattica direttamente ereditata dal focolare familiare d’origine). Prendi ad esempio ( i fornelli? i pavimenti? la tavola?) LE MATTONELLE DEL BAGNO! Sono tutte opache. Come puoi lasciarle così? ma io ti dico un segreto: un panno asciutto e un po’ d’alcool, una passata e via! tutto lucido e pulito! Prendi ad esempio (i piatti da lavare? la vasca? i letti?) I TERMOSIFONI! è un attimo! come puoi non spolverarli?”

Sono sicura, ci deve essere stata un’interferenza di identità, non poteva essere mia sorella che mi parlava, quella era mia madre!

Io mi sono molto offesa e risentita e ho lasciato cadere il discorso e soprattutto mi sono morsa la lingua ripetendomi “così ti impari a chiedere conforto e rassicurazione domestica alle persone”. Però, una sera, mentre tutti dormivano, mi sono recata silenziosamente in punta di piedi in bagno e, alcool e panno asciutto alla mano, mi sono messa a lucidare, lucidare, lucidare le mattonelle….ma che passata e via! ci vogliono ore e ore di olio di gomito! Poi, sempre nel cuore della notte, ho fatto anche di peggio, con un vecchio spazzolino da denti mi sono messa a spolverare i termosifoni, righina per righina…

Io credo che questa sia una malattia il cui nome è: Respiro di Madre sul Collo.

Io comunque a quest’ora del pomeriggio dovrei stare scrivendo una relazione sul rapporto tra criminalità e letteratura nell’Irlanda del diciottesimo secolo e non raccontarvi il mio rapporto curiosamente recentemente malato con le faccende domestiche…

Forse è proprio per sfuggire alla scrittura di codesta relazione che in ordine cronologico nell’ultima ora ho: preparato il té, lucidato i rubinetti del bagno con un panno asciutto e l’alcool, e scritto questo post.

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One thought on “Respiro di Madre sul Collo.

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