la vecchietta veneziana

Allora vi devo raccontare che io tra le altre cose, una volta ogni tanto, sono anche una donna che va a teatro. Ebbene sì. E giovedì scorso sono andata al tatro Goldoni di Venezia a vedere lo spettacolo di Moni Ovadia. Che è stato bellissimo, ma ora non mi cimenterò nel tentativo fallimentare di provarvi che io sia un individuo colto, lanciandomi in altissime interpretazioni dei personaggi della scenografia della chiave postmoderna, ehm, meglio di no…
No, vi racconto che sono andata allo spettacolo delle quattro del pomeriggio. Ora vi dico chi c'era: c'ero io con la mia amica-collega, c'era qualche classe, e c'era una schiera di tipiche vecchiette veneziane, ultraottantenni e ultra ingioiellate (vi ho mai parlato dell'istituzione Vecchietta-di-Venezia? devo), perchè sapete, a Venezia la vecchietta media non passa il tempo a stirare, o davanti la tv a guardare Maria De Filippi, o a 'ciacolare' in calle… La vecchietta media a Venezia alle ore 2 in punto comincia a prepararsi di tutto punto, alle 3 esce di casa, e dopo un'ora di faticoso cammino e arrampicamento ponti, con bastone e tutto quanto, in un'aureola di profumo, tutta incotonata e tutta vestita di bianco, arriva a teatro per gustarsi la nobile pièce del giorno.
Insomma, eravamo circondate: capini bianchi, incotonamenti fluttuanti inverosimili, perle, diamanti, pellicce, guantini bianchi, e così via, tutto l'armamentario della nobile patrizia veneziana non ancora decaduta.
Una smilza signorina di novant'anni con caschetto bianco rossetto rosso pelliccia bianca e guantini di pizzo, seduta accanto a noi, dopo venti minuti di luci spente ha chinato il capino e si è abbandonata ad un sonno rumoroso e incontrastato…
Ma la cosa più pittoresca è stato vedere, a fine spettacolo, le figlie e le nipoti davanti al teatro ad aspettare le nonnine: "Sono venuta a prendere la nonna, nonna vestiti! mettiti la sciarpa che fa freddo! Nonna vieni subito qui che dobbiamo andare". Avete presente la scuola materna alle quattro quando aprono i cancelli? Ecco, era come un asilo al contrario…

 

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