Scrivo poco scusate, l’autocensura mi gioca brutti scherzi.

I’m afraid I have to admit that the Jews have invented guilt some three thousand years ago back in Jerusalem. Then the Christian have spread it all over the world. I have to say that as a Jew I feel very guilty about the invention of guilt by the Jews. Like anyone of us, if I don’t feel guilty for a whole day then in the evening I feel guilty for not feeling guilty for a whole day. 

(Temo di dover ammettere che gli ebrei hanno inventato il senso di colpa circa tremila anni fa a Gerusalemme. Poi i Cristiani l'hanno diffuso in tutto il mondo. Devo dire che in quanto ebreo, mi sento molto in colpa per l'invenzione del senso di colpa da parte degli ebrei. Come ognuno di noi, se non mi sento in colpa per un giorno intero, poi la sera mi sento in colpa per non essermi sentito in colpa per un giorno intero).

Amos Oz, Mantova, 08/IX/2010 

  Me lo spiegate voi da dove viene questa cosa del senso di colpa? Da dove si origina, da dove la scaturigine, come diceva una mia professoressa di scienze una volta, o forse era la professoressa di religione? Che succede dentro alla testa di uno, che un giorno va tutto bene, è tutto tranquillo, non ci sono bombe sulla metro, il lavoro va bene, non ti hanno licenziato, la gente ha sguardi benevoli con te, al supermercato non ti insultano, in autobus trovi sempre un posto dove sederti, gli studenti tutto sommato sono carini, il lavoro che fai, e lo studio, per fortuna ti piacciono. Va tutto bene, insomma. Cosa succede che nonostante tutto vada bene, tu una mattina ti svegli, e sulla testa, nel cuore, nel profondo del tuo respiro, ti cala una cappa asfissiante di senso di colpa? Un’ansietta, un malesserino, un dispregio di te … che è successo nel frattempo in quella notte?

Ieri tutto il mondo ti sorrideva , ti amava, ti osannava con stupendi  complimenti della tua bravura nello  stare al mondo e del tuo portare la bellezza e il sorriso come una luce nell’oscurità del mondo. Ieri entravi in camera e dicevi che bello vivere qui, che belle persone. Che bello amarsi che bella io che bello te belli noi belli voi belli tutti, ieri studiavi e pensavi bello questo libro, volevi scrivere e, che belle cose che scrivo, guardi dalla finestra e subito ti si inteneriva il cuore alla vista del tuo angolo di roma, cucinavi e ti veniva tutto meravigliosamente buono e gustoso e tutti ti amavano per questo, ti vesti la mattina e giù un altro papiro di auto complimenti sul tuo stile originale ed estroso e da come riesci a mettere insieme un abbigliamento non solo decente ma addirittura carino da quei quattro stracci che ti ritrovi (è già oggi, sentite?). Ieri.
 

Oggi. Che cosa è cambiato, che oggi ti fa tutto schifo? Entri in camera e pensi: che schifo è tutto in disordine. I coinquilini: li odi. Supermercato: che schifo è tutto scaduto, la cassiera: incapace, cucini: fa tutto schifo. Il mondo è uno schifo. La vita, schifo. Io, il nucleo generatore di schifo nel mondo.
 

È il tempo mi dico, mentre fuori c’è un cielo limpido e sereno e un sole splendente. È il tempo che sta cambiando, per questo mi sento così. Poi in effetti verso sera scoppia un temporale. Ma ormai, nel frattempo, mi sono convinta che è il procedimento inverso che accade, e cioè che la mia ansia e il mio malumore sono diventati così potenti, dopo anni di allenamento, che non è che mi viene il malumore perché cambia il tempo, ma è il tempo che cambia a causa del mio malumore.
Ditemi, da dove viene il senso di colpa? Da dove viene che da un giorno per l’altro tu ti senta responsabile  dei mali della vita, della tristezza, della cattiveria.

 

Ho mangiato pesante in questi giorni? Non ho fatto abbastanza elemosine per strada? Mi curo troppo solo del mio orticello e non guardo al mio prossimo? Ho dormito troppo poco? Ho dormito troppo? Mi devo lavare i capelli? Devo iscrivermi in piscina?

ps: vi prego di notare e apprezzare l’autoironia nonostante dentro di me oggi non ci sia nessuna voglia di scherzare. È una dote rara al giorno d’oggi. Notatelo, fatelo per me.  

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