In farmacia me l’avevano detto di prendere le pastiglie contro il protagonismo

Stamattina sono uscita di casa presto. Una cappa di afa e di nuvole ricopriva il cielo. Per andare al lavoro passo ogni mattina per la via del mercato, e verso quell’ora è bello perché è ancora semi-vuoto, la frutta è tutta ben disposta sui banchi, ordinata e lucida, i fruttaroli ti guardano, ancora assonnati e pochi clienti da servire. Io passo proprio al centro della via. Oggi portavo i tacchi (mo’, tacchi non si può proprio dire, saranno tre quattro centimetri al massimo, ma per me quelli sono già tacchi, comunque, andiamo avanti). Mentre supero un banco di verdura sento un fruttarolo che al mio passaggio dice: “eccolaaa!”. Vabeh. Passo dritta. Subito dopo, un altro: “eccola, guarda…”. Mi viene un dubbio, ma tiro dritta. E poi ancora più avanti, un altro chiama quello due banchi dopo di lui: “Ehi, Gianni, guarda che sta arrivando! Eccola!”

Possibile che stiano parlando di me?

Non parlavano di me.

Parlavano della pioggia. 

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