Ulisse (no, non il cane di mia zia, il libro)

Ultimamente mi ritrovo circondata di individui che leggono molto. Ciò mi rende molto contenta, considerati i lunghi anni in cui mi vedevo circondata da capre che parlavano solo di shopping soldi e macchine. Ciò nonostante eccomi qui a perorare la causa, una causa, la mia. La causa di chi, io, sta leggendo l’Ulisse di Joyce. Ma in italiano, e prendendosi il suo tempo. Sì perché, vedete, io ultimamente mi ritrovo circondata di individui che l’Ulisse l’hanno letto in lingua originale, e in un solo giorno, perché ‘è solo così che si deve leggere l’Ulisse’.
Io l’Ulisse me lo sto leggendo in tutta calma, piano piano. Vedete, io l’Ulisse, sono quattro anni che lo sto leggendo…Ho cominciato quando abitavo a Dublino, libro preso in prestito dalla biblioteca, in lingua originale.. Sono arrivata a pagina ottanta. Dopodiché, compratami l’edizione italiana con la guida annessa, ho proseguito così, piano piano, per un’altra ventina di pagine. Poi l’ho riposto, per un po’, mi sono detta. L’ho ripreso quest’anno, a maggio, e ho ricominciato da pagina ottanta, più o meno. E ora, lenta e inesorabile, sto giungendo al suo compimento. Io l’Ulisse lo leggo arrabbiandomi molto con il suo autore, perché secondo me lui mentre lo scriveva se la rideva molto di come avrebbe affaticato il suo lettore, di come lo avrebbe preso in giro a stare appresso a tutte quelle frasi lì a tutto quel riempimento lì. Hahahaha, rideva tra sé e sé, ora gli faccio vedere io a quel lettore lì che crede di sapere tutto, lo snervo, lo sdreno, lo sfiacco. E in effetti così fa. Per leggere l’Ulisse, tu lettore devi accettare di farti prendere molto per il culo, devi farti piccolino e entrare sommessamente nell’onda spropositata di pensieri che ti stanno per investire. Devi lasciarti un po’ tormentare, e un po’ sbranare, da tutti quei pensieri. Devi lasciarti cadere in trance, con tutti quei pensieri lì, come se fossero i tuoi di pensieri, come quando ti incanti e la mente ti si riempie di mille cose e te non riesci a seguirle tutte, e poi non te le ricordi tutte, le cose che hai pensato in quegli istanti lì. Io l’Ulisse lo leggo così, un po’ incantata, ma non distratta, cullata piuttosto, trasportata, senza resistenze, dalle onde di un fiume sotterraneo.
Io stamattina (è l’una veramente…mi sono svegliata tardi), in realtà volevo scrivere qualcos’altro,  mo’ non me lo ricordo più cosa volevo scrivere.  

 

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3 thoughts on “Ulisse (no, non il cane di mia zia, il libro)

  1. Ognuno ha un suo modo di leggere, così come ha un modo di vivere, di dormire, di mangiare, di pensare o che so io. Non credo esista un modo "codificato" per leggere un libro, e tu fai benissimo a prenderti il tuo tempo e a leggere con i tuoi ritmi. Alla faccia di tutti i sapientoni che vorrebbero additare un'unica via…:-)

  2. io l'ho letto a 12 annicon la guida alla letturanon so perchè i miei mi abbiano lasciato fareavrebbero dovutostrapparmelo via dalle manida là ho cominciato a rovinarmi la vita infatti

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