La pineta

La pineta non è poi così male il sabato mattina. I pini altissimi, l’erba alta, i sentierini sterrati, e, in fondo in fondo, i campi, incolti e vastissimi (chissà dove arrivano… strano, così in mezzo alla città), e poi ancora più in là le montagne (monti? colline?). E’ tutto in ombra, ci si corre bene. A parte le radici degli alberi che fanno dei bozzetti sul sentiero, che due tre volte quasi mi ammazzavo. Aspetti pittoreschi: un senzatetto con il suo specchietto che si fa la barba presso la fontana, un ragazzo che dorme a piedi nudi con la testa poggiata sul suo zainetto, dei ragazzi alti e magri col cappellino da baseball e le sportine piene di bottiglie di birra, dei vecchietti che ti guardano il sedere, un pino gigante sradicato e ammassato di traverso sul sentierino (ed io che salto come un’antilope per passare), un altro tronco di pino scolpito a forma di mostro nero rannicchiato con occhi rossi e fauci spalancate (ad ogni passaggio sussultavo). A due passi sfrecciano le macchine su una strada trafficatissima, ma io con le mie cuffiette tecnologiche non sento nulla.  Mi immagino di correre in una pineta in riva al mare, e il rumore delle macchine è il frangersi delle onde.

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2 thoughts on “La pineta

  1. Non mi dispiace affatto; anzi, mi fa piacere…:-) Ma la tua laguna dov'è? Vorrei farti molte altre domande ma, se osassi, mi sentirei indiscreta. Buona corsa e buon tutto, ragazza atipica!

  2. Pingback: Volente o nolente – LaFenêtre

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