Il librone

Nella Bibbia ci sono le storie della Bibbia, che a leggerle sulla Bibbia possono anche sembrare noiose, un po’ lunghe, perché spesso la Bibbia si dilunga sui nomi sulle genealogie sulle distanze sui luoghi sulle prescrizioni anche se a me tutte queste parole di luoghi remoti e nomi esotici a me mi piacciono, e poi c’è questo Dio che ogni volta gli chiede a questi ebrei di fare un sacco di cose strane e di farle in un certo ordine preciso sennò non vale, e se si sbagliano questo Dio che si arrabbia e allora sono cazzi amari, però alle volte lui è anche misericordioso e li perdona questi ebrei che a fare tutte queste cose in questo ordine preciso a volte si sbagliano o si dimenticano o si confondono o a volte si rompono letteralmente le palle a fare queste cose precise in quel dato ordine che sennò non vale. Allora quando si stufano dicono basta dio stavamo meglio prima quando non ti conoscevamo e vogliono tornare indietro, tipo nell’Egitto dove erano schiavi però almeno si potevano mangiare le cipolle col brodo, anche se il brodo tutto sommato era acquetta riscaldata, però siccome Dio li ha creati lui lo sa che il suo popolo alla fine è stanco e un po’ si arrabbia Dio però alla fine li perdona sempre, e dice tanto lo so che voi siete uomini e gli uomini si stancano e poi hanno bisogno di sicurezze eh io lo so che anche se in Egitto eravate schiavi adesso che ci avete fame le volete le cipolle d’Egitto. E Dio si fa una bella risata a vedere questi ebrei che vogliono tornare in Egitto perché stanno nel deserto da quarant’anni e ci hanno fame. E chi gli darebbe torto, dico io. Che se uno ti promette la terra promessa, e dopo quarant’anni stai ancora a girare in tondo nel deserto, quando poi non hai nemmeno più da bere o da mangiare, per forza che vuoi tornare indietro.  E allora Dio qui fa il misericordioso che lo conosce bene il suo popolo, che l’ha fatto lui, e tutto sommato gli dà anche ragione a lamentarsi, che ci hanno fame, questi, però poi gli dice anche ma se non me ne occupavo io di voi, che dio ero? E infatti se ne occupa lui, e gli dà prima la manna, poi l’acqua. Però dopo che per altri venticinque anni questi mangiano la manna, gli ebrei cominciano di nuovo a dire e basta manna che sono venticinque anni che questo dio ci propina sempre lo stesso menu, che sarà pur dio, però cuoco certo non è. E Dio li sente, perché sente tutto lui, e allora gli dice di nuovo, eh che è! Non vi fidate di me che sono dio? E allora gli dà le quagliette, in mezzo al deserto, che poi però mi sa che dio il suo popolo se lo scorda ogni tanto perché poi gli fa mangiare quagliette per altri 10 anni.

A me la bibbia mi piace, perché a pensarci mi sembra un librone importante con le grandi rivelazioni della vita e dell’esistenza e ti aspetti che ci siano tutte cose tipo Dio il Verbo il Paraclito, tutte queste parole che non si capiscono mica, invece poi la leggi e ci stanno tutte queste storie della bibbia che sono pure belle, e sono anche comiche spesso, con questo dio che chiacchiera con gli ebrei e che si parlano e si mettono d’accordo su un sacco di cose e la cosa bella è che alla fine di tutto, alla fine quando tu diresti eh ma dio è dio, mica può capire tutto di noi uomini, alla fine nella bibbia dio li capisce sempre i capricci degli uomini, pensa, lui che è dio che sta appresso a cambiargli il menu agli ebrei in fuga d’Egitto. A me questa storia mi piace assai, non lo so perché.

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